IL PIEDE PIATTO

Il piede piatto è definito come un cedimento o una riduzione cronica dell’arco longitudinale mediale del piede (Kitaoka 1994; Younger 2005). Questa condizione è spesso il risultato di una lassità articolare, combinata ad indebolimento della fascia plantare o del tibiale posteriore (Tome 2006; Neville 2007). Durante la Stance Phase del passo, l’articolazione sotto-astragalica prona eccessivamente ed il retropiede devia in valgismo. La muscolatura intrinseca del piede deve spesso compensare mediante un’eccessiva contrazione anche nelle situazioni di appoggio statico.

Azioni associate ad un’eccessiva pronazione della sotto-astragalica in carico:

Anca: rotazione interna, flessione e adduzione

Ginocchio: stress in valgo

Retropiede: pronazione (eversione) con riduzione dell’arco plantare

Mesopiede-Avampiede: supinazione (inversione) 

Il piede piatto flessibile è il più comune ed è considerato una normale forma del piede nei bambini e in più del 20% degli adulti. Il piede piatto flessibile nei bambini è sempre bilaterale e presenta una normale arcata plantare quando non appoggia a terra e l’articolazione sotto-astragalica mantiene i gradi di mobilità. Generalmente è asintomatico dove spesso negli adolescenti si associa una contrattura del tendine d’Achille con dolori, arrossamenti e callosità sotto le prominenze ossee determinate dall’abbassamento degli archi. Il piede piatto rigido rappresenta una condizione più rara e può essere monolaterale o bilaterale. Si riscontra un appiattimento dell’arcata plantare longitudinale anche in situazione di non carico e presenta una ridotta mobilità della sotto-astragalica.

Le persone con patologie neuromuscolari e sottostante ipotonia o in lassità legamentosa cronica (sindrome di Marfan, sindrome di Ehlers-Danlos, sindrome di Down) possono avere un piede piatto inizialmente flessibile, ma nel tempo la struttura può assumere una forma rigida.

L’ortopedico nell’esame obiettivo controlla l’assetto del piede da seduti e in piedi, ricerca l’arcata plantare longitudinale estendendo l’alluce (jack toe test) e mette il soggetto in punta di piedi. L’arcata non si può ricreare in nessun modo in caso di piede piatto rigido.

Le radiografie non sono indicate nei bambini e adulti con piede piatto flessibile sintomatico, mentre proiezioni antero-posteriore, laterali e oblique in carico sono necessarie nella valutazione di una deformità rigida. Per prima cosa bisogna valutare se la persona presenta un piede piatto elastico o rigido con una associata contrattura del tendine d’Achille.

Sono stati descritti molteplici interventi chirurgici per il trattamento del piede piatto nei bambini ma generalmente abbandonati poiché risultano raramente necessari e spesso non riescono a mantenere la correzione della deformità (Brotzman 2019). Ecco che un’adeguata rieducazione motoria posturale diventa necessaria per ripristinare il giusto assetto posturale.

LABORATORIO MOTORIO

Il percorso di ginnastica posturale per i Piedi Piatti presso il laboratorio motorio inizia con il colloquio conoscitivo.

Nel colloquio viene eseguita una valutazione iniziale con una anamnesi generale delle funzioni fisiologiche, per individuare eventuali elementi critici che possano richiedere un consulto medico prima di procedere con gli esercizi. Un argomento fondamentale da indagare sono i passati traumi o patologie subite a livello muscolo-scheletrico che possano aver alterato la normale struttura fisiologica. 

La partenza pratica del percorso rieducativo avviene tramite una valutazione posturo-funzionale. Inizialmente con un analisi statica, si osserva il soggetto in posizione ortostatica. Questa fase non è sufficiente per definire il comportamento motorio ma ci fornisce delle iniziali informazioni corporee correlate all’attività lavorativa, vita sociale, emozioni-relazioni e movimento. Nello specifico per il piede andiamo ad osservare: da posteriore su piano frontale varismo/valgismo del retropiede, da posteriore su piano trasverso intra/extra rotazione dell’asse podalico e dei malleoli, da frontale su piano frontale inversione/eversione avampiede, da frontale su piano trasverso adduzione/abduzione avampiede.

Successivamente andiamo a svolgere una serie di test dinamici per individuare il livello di competenza motoria del soggetto nell’esecuzione di movimenti simili a quelli della vita quotidiana/sportiva e dei pattern motori di base. Questa sequenza di esercizi ci permette di individuare nel piede limitazioni della mobilità, asimmetrie, deficit della stabilità e del controllo motorio dinamico. Nel piede piatto le rilevazioni più comuni sono i deficit di stabilità e muscolatura nella componenti di piede, caviglia, ginocchio e bacino che portano ad un cedimento interno delle articolazioni soprattutto il retro e meso piede.

Questi test vengono ripresi tramite video e analizzati in un secondo momento dai nostri operatori per definire in maniera precisa i deficit e i gradi asimmetrici dei piedi e fissare quindi gli obbiettivi di lavoro. Questa acquisizione è utile anche per vedere i risultati del lavoro svolto nel tempo.

 
Prima                                                                                            Dopo

Una volta fissati gli obbiettivi individuali di lavoro emersi nella valutazione posturo-funzionale viene intrapreso il percorso rieducativo posturale personalizzato. In questo percorso altamente specializzato vi è un monitoraggio continuo da parte dei nostri Personal Trainer e verranno erogati esercizi in progressione di seduta in seduta in base agli obbiettivi e le capacità individuali. Gli esercizi svolti nella fase iniziale si basano sui principi di mobilità e flessibilità delle articolazioni metatarso-falangea e tibio-tarsica, migliorare la consapevolezza senso-percettiva e la risposta al carico, rinforzo, controllo e stabilità della fascia plantare e dei muscoli intrinseci del piede e della caviglia. Nella fase successiva andremo a integrare questi obbiettivi locali con gli altri anelli della catena cinetica, anche, core e scapole. Fino ad arrivare alla fase finale dove verranno integrati con pattern motori/funzionali progressivamente più complessi. Il traguardo si raggiunge quando grazie a questi esercizi si allineano le articolazioni aumentando quindi i gradi di apertura del piede. Dopo aver raggiunto l’obbiettivo si procede all’impostazione di un programma  posturale di mantenimento in modo da mantenere il beneficio ottenuto. 

INFO

Se vuoi avere maggiori informazioni rispetto al Laboratorio Motorio, alla nostra attività e i nostri programmi personalizzati contatta la nostra segreteria

 

 Articolo a cura dei Responsabili dell'Area Laboratorio Motorio
Dott.Tiatto Paolo e Dott. Alberio Fabrizio